Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale (T.I.N.)

Neonatologia e Terapia Intensiva NeonataleLa storia

La Divisione di Patologia Neonatale dell’Ospedale San Gerardo è stata Istituita nel 1975: fu una delle prime Neonatologie sorte in Italia. Il Prof. Umberto Flaùto ne fu l’ideatore e la diresse fino all’anno 2000. Da quell’anno assunse la denominazione di Unità Operativa Complessa di “Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale” e la sua Direzione passò nelle mani dell’attuale Direttore Dr Paolo Tagliabue.

1982

L’Ospedale di Monza si convenziona con l’Università e si trasforma in Ospedale di Insegnamento. La prima struttura universitaria che si insedia è la Clinica Ostetrica –Ginecologica. Tale evento  cambia radicalmente la vita della Neonatologia; la stretta interazione tra le due strutture e  la loro crescita contemporanea, sia per quantità che per qualità delle prestazioni, le trasforma in centri di riferimento per la cura alla gravida patologica e al neonato critico per una vasta zona della Lombardia.

1984

Pur rimanendo all’interno del Vecchio Ospedale la Divisione di Patologia Neonatale viene ampliata  e ristrutturata   grazie ad una donazione della famiglia monzese “Fossati”; per tale motivo l’edificio che ospitava in quella sede la Terapia Intensiva Neonatale era intitolato a Stella Pogliani Fossati.

1985

Umanizzazione delle cure. Le maggiori conoscenze sullo sviluppo neuromportamentale insegnano che la tecnologia non è l’unica strada da percorrere per ottenere ottimi risultati in termini di outcome. La relazione madre-bambino, l’attenzione al dolore ed al benessere del neonato assumono una importanza sempre maggiore. Grazie all’impegno del personale medico ed infermieristico e grazie alla sinergia con associazioni di volontariato di genitori si è cercato di  fornire un sostegno sempre maggiore alla “CARE”  dei nati pretermine. L’umanizzazione delle cure neonatali ha consentito l’apertura ai genitori anche delle Terapia Intensiva favorendo l’attaccamento madre/padre-neonato di importanza assoluta nella buona riuscita del trattamento;

1995

La Regione Lombardia individua il San Gerardo come uno dei centri regionali sede del trasporto neonatale protetto (servizio di emergenza che interviene su chiamata degli Ospedali sprovvisti di Terapia Intensiva Neonatale qualora in quelle sedi nascesse in maniera imprevista un neonato bisognoso di monitoraggio o cure intensive). Il servizio STEN della sede Monzese si prende carico degli Ospedali della Brianza e delle zone limitrofe e svolge la propria opera su una popolazione di circa 10000 nascite/anno, con numero medio di interventi di 50-60 per anno.

Seconda metà degli anni ‘90

Inizia un processo di implementazione tecnologica con dotazione di strumentazioni sempre più sofisticate con tecniche rianimatorie di avanguardia; è tra i primi centri in Italia ad utilizzare la ventilazione ad alta frequenza e l’ossido di azoto per via inalatoria ritenuti salvavita indispensabili alla cura della malattia respiratoria neonatale.

2002

È prima Neonatologia in Europa completamente informatizzata paperless&filmless, ovvero l’attività clinica viene gestita per la parte descrittiva, per il monitoraggio e per le immagini (radiografie) in maniera informatica. Rinnovamento possibile grazie all’intervento di associazioni di volontariato (tra cui l’Associazione Medici di Milano e Brianza, l’Associazione Ezio Greggio, l’Associazione ABIO) e a privati. Oggi l’assetto tecnologico del reparto sia dal punto di vista strumentale che diagnostico può essere giudicato di assoluta qualità internazionale.

2009

Inizia la sperimentazione gestionale voluta dalla Regione Lombardia e passa a fare parte assieme alla Clinica Pediatrica ed alla Clinica Ostetrica della Fondazione MBBM (Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma). Tale sperimentazione si pone l’obiettivo di accogliere sotto un unico tetto dedicato i reparti che si prendono cura della gravidanza, parto ed età evolutiva; ciò ha lo scopo ulteriore di migliorare la assistenza e la ricerca in questo ambito avvalendosi  e della partnership oltre che dell’Ospedale San Gerardo di Associazioni private no profit quali il Comitato Maria Letizia Verga e la Fondazione Tettamanti.

Neonatologia Terapia Intensiva NeonataleL’assistenza

  1. Da circa 10 anni nascono presso l’unità operativa circa 3000 bambini/anno. Particolare attenzione è stata rivolta alla cura o meglio“care”del neonato sano: in particolare l’obiettivo non è semplicemente assistere il neonato, bensì il bambino assieme al suo contesto famigliare costituito dalla madre e dal padre. A questo scopo è stata introdotta nella prima parte degli anni ’90 la pratica delrooming-in (se lo desidera la madre accudisce direttamente il bambino nella propria camera fin dalle prime ore) sostenendo l’allattamento al seno (oltre il 90% delle mamme viene dimesso  con allattamento al seno esclusivo o prevalente).
  2. La maggior parte dei neonati ha un decorso assolutamente normale e viene rapidamente dimesso ( dopo 48 ore  dalla nascita), mentre circail 10 %necessita ditrasferimento presso il reparto di Neonatologia o di Terapia Intensiva Neonatale (TIN)per cure o monitoraggio intensivo. A questi reparti afferiscono anche i circa sessanta neonati provenienti da Ospedali del territorio attraverso il servizio di trasporto protetto e circa 100 neonati provenienti dal PS neonatale.
  3. Attività caratterizzante del reparto è costituita dallacura del neonato altamente pretermine: negli anni 1990-99 il numero di neonati di peso < 1500 grammi afferenti alla TIN di Monza è aumentato progressivamente così come il numero di neonati sopravvissuti di peso estremamente basso (<1000 g).
  4. In linea con le più qualificate neonatologie mondiali l’obiettivo del periodo 2000-2005 è stato rivolto adassicurare la sopravvivenza dei neonati pretermine riducendo l’aggressività e l’invasività delle cure. In particolare è da tutti ritenuto che la ventilazione artificiale mediante respiratore meccanico rappresenti il presidio che per la propria invasività è gravato da effetti collaterali e complicazioni che possono avere ripercussioni sulla vita futura dei bambini. Oggi solo i pazienti che hanno dimostrato di non rispondere a terapie mini invasive vengono avviati alla ventilazione meccanica che rimane per i casi gravi l’unica strada terapeutica.  Grazie a terapie alternative è stato ridotto drasticamente l’uso della ventilazione meccanica anche per neonati di bassissima età gestazionale per cui si credeva non esistessero altre possibilità assistenziali. Si è avuta una pari sopravvivenza con minori effetti collaterali, complicazioni, stress per il neonato e i famigliari e da ultimo, anche se non di trascurabile importanza, con minori costi.
  5. Dall’anno 2005 partecipa al Vermont Oxford Network che raccoglie i dati di molte   Neonatologie nel mondo  in termini di sopravvivenza ed esiti dei neonati di peso < 1500 g. Tale partecipazione consente una solida attività di bench-marking fornendo informazioni sulla qualità delle cure erogate nei confronti della popolazione più fragile che afferisce alle Neonatologie stesse.

Neonatologia -Terapia -Intensiva -Neonatale2Coordinamento ricerca e didattica

L’attività di coordinamento nazionale

  • dal 1997 al 2001 la Neonatologia di Monza ha coordinato il Gruppo di Studio di Pneumologia Neonatale della Società Italiana di Neonatologia ed ha promosso ricerche multicentriche nell’ambito della assistenza respiratoria mini-invasiva;
  • dal 1997 si è caratterizzata come centro promotore della umanizzazione delle cure in Ospedale, avendo coordinato l’attività dell’apposito gruppo di studio nazionale fino al 2000;
  • dal 2004 al 2007 ha coordinato l’attività di trasporto neonatale protetto per il territorio nazionale, collaborando col Ministero della Salute con l’obiettivo di estendere questo importante presidio a tutte le regioni italiane ancora oggi con ampie zone ancora sguarnite;
  • dal 2008 è capofila di un progetto ministeriale di riorganizzazione della rete ostetrica e neonatologica per la zona Nord della Lombardia.

La ricerca

Sono state svolte numerose ricerche nell’ambito dell’assistenza respiratoria, nutrizionale e delle malformazioni congenite con pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali. Dal 2006 in cooperazione con il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’università Milano Bicocca e con il Dipartimento di Bioingegneria del Politecnico di Milano ha creato un Laboratorio di Fisiopatologia Respiratoria con scopi di principalmente di ricerca nell’ambito delle malattie respiratorie neonatali. Ha anche promosso dei corsi di formazione avanzati di ventilazione con relatori nazionali ed internazionali di rilievo, che riscuotono annualmente il plauso dei partecipanti.

La didattica

Dal 1984 è sede di insegnamento della Neonatologia per il corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca nell’ambito della disciplina di “Pediatria” o dal 1989 partecipa all’insegnamento della Scuola di Specialità di Pediatria ed è sede di formazione pratica per la Neonatologia.

Dall’anno 2006 collabora con altre Neonatologie Italiane al Corso di perfezionamento in Neonatologia promosso dall’Università Statale di Milano.

Neonatologia Terapia intensiva NeonataleIl sistema qualità

La medicina ha subito una profonda trasformazione negli ultimi anni, ciò grazie all’avanzamento tecnologico, alle aumentate conoscenze e ai diversi modelli organizzativi di una Sanità in costante evoluzione.

Le premesse:

  • La tecnologia è in costante evoluzione e  consente l’utilizzo di presidi sempre più sofisticati: essi richiedono conoscenze approfondite da parte degli operatori. Tali conoscenze devono essere acquisite attraverso  corsi specifici ed all’interno della Unità devono essere diffuse a tutti i componenti almeno negli aspetti essenziali.
  • La letteratura scientifiche è sempre più ricca, numerosissime sono le riviste di settore che pubblicano articoli che talora  giungono a conclusioni contrastanti o per lo meno non univoche. Da qui l’esigenza che Società Scientifiche o gruppi specifici di lavoro, quali la Cochrane Library,  analizzando la rigorosità dello svolgimento e la correttezza dell’analisi statistica dei diversi studi pubblicati, traccino delle linee comportamentali basate sulle prove scientifiche (evidence base medicine).

Con queste premesse anche la Sanità ha dovuto confrontarsi con un sistema qualità e lo ha fatto modificando il proprio assetto organizzativo, ovvero adeguandosi alle norme della “certificazione”.

La  Neonatologia da circa 10 anni che ha ottenuto una certificazione UNI EN ISO 9000 rinnovata annualmente attraverso visite ispettive. All’interno del sistema qualità della Neonatologia sono riportate sotto il capitolo Istruzioni Operative   le linee guida diagnostico-terapeutiche delle principali malattie neonatali  e dell’utilizzo dei principali strumenti in dotazione al reparto. 

Esse sono state prodotte attingendo a:

  • Linee  guida prodotte da società Scientifiche nazionali ed internazionali.
  • Protocolli operativi di trial multicentrici randomizzati.
  • Parere di esperti qualora non emergano evidenze consolidate, mediate ovviamente dalla realtà locale che talora limita le possibilità applicative.

Lo  sforzo compiuto dalla UO di Neonatologia di scrivere ed utilizzare linee guida operative (di cui alcune visibili nel sito) consente:

  • Di uniformare i comportamenti;
  • di curare i pazienti secondo le più aggiornate conoscenze;
  • di utilizzare tecnologie e farmaci solo a fronte di una evidenza scientifica;
  • di monitorare l’efficacia e la validità delle linee comportamentale stesse  sulla base dei risultati ottenuti.

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